Recentemente il CSV Alto Adige ha ricevuto da Roma la lieta notizia di rimanere l’unico centro di servizi accreditato per il volontariato nella Provincia Autonoma di Bolzano. Questa decisione è stata preceduta da un processo di verifica molto intenso e impegnativo, durante il quale il piccolo team del CSV Alto Adige ha dovuto dimostrare la propria competenza e professionalità su più livelli. I controlli effettuati dagli organi statali e territoriali competenti hanno riguardato, da un lato, la struttura associativa del CSV Alto Adige, ma anche e soprattutto la qualità dei servizi che il nostro centro garantisce ormai dalla metà del 2019 non solo sulla carta, ma anche nell’ambito di circa 6.000 ore di consulenza e quasi 700 ore di formazione all’anno per i clienti in loco o nei vari comuni dell’Alto Adige.

Se si considera il grande vantaggio di cui godono i nostri stimati colleghi del Trentino, che operano con impegno già da 20 anni e possono contare su oltre 10 dipendenti a tempo indeterminato con un budget di gran lunga superiore e sulle risorse che ne derivano, si può essere molto orgogliosi di quanto raggiunto in Alto Adige, afferma il presidente del CSV Alto Adige Sergio Bonagura. «La cosa più preziosa per noi è e rimane il contatto con le associazioni e i loro soci, i volontari e i collaboratori», sottolinea la vicepresidente Vanessa Macchia. «Come si può facilmente constatare, siamo cresciuti notevolmente», ricorda il direttore del CSV Ulrich Seitz. Dai 28 soci fondatori del 2017 si è passati ora a 517. È semplicemente impressionante, afferma la dirigenza del CSV.

Per questo motivo, l’obiettivo principale continuerà ad essere quello di promuovere in modo sostenibile il volontariato in provincia, alleggerire gli oneri burocratici delle associazioni e affiancarle come punto di riferimento centrale e non burocratico, avvalendosi di un pool di esperti. In qualità di centro di competenza riconosciuto e certificato per il terzo settore, è possibile occuparsi delle associazioni in modo molto più coerente, afferma Seitz, posizionarsi professionalmente bene o addirittura meglio e gestire in modo sicuro i requisiti legali, sia nel caso di realtà più grandi con un organico numeroso, sia nel caso di piccole associazioni all’interno e all’esterno del cosiddetto terzo settore.

I punti chiave attuali e futuri, che trovano riscontro nelle corrispondenti offerte di servizi del CSV, sono in particolare:

  • nuovo sistema forfettario per il Terzo Settore e, in generale, la redazione del bilancio preventivo e dei bilanci;
  • esenzioni fiscali e riduzione degli oneri;
  • accesso ai finanziamenti;
  • semplificazione burocratica per le attività e i progetti in corso;
  • gestione degli eventi;
  • supporto digitale;
  • ricerca di nuovi volontari e loro coinvolgimento;
  • il terzo settore come datore di lavoro attraente in Alto Adige.

Nella foto, una parte del team del CSV Alto Adige, da sinistra a destra – in secondo piano: Oliviero Di Lanzo, il direttore Ulrich Seitz, Roberto Nerini; in primo piano, invece, la vicepresidente del CSV Vanessa Macchia e il presidente del CSV Sergio Bonagura.